Difendere un regno nano, ondata dopo ondata
Stonewards è un roguelite in prima persona in cui un gruppo di nani lascia l'accampamento base per rispondere a richieste di aiuto dei regni nani vicini. Ogni missione vi porta in una fortezza ai margini del disastro: le mura si incrinano, i mostri si avvicinano e il corno dell'allarme sta per suonare. Il compito è sempre lo stesso: scavare in fretta, forgiate con intelligenza e resistere fino alla fine. Se il regno cade, la missione finisce; se tenete duro, tocca bere dopo. Il gioco è in Early Access, quindi alcune parti possono cambiare man mano che Banana Tiger Studio aggiorna il contenuto.
Come si gioca in gruppo
Si può giocare da soli oppure in cooperativa online da uno a quattro giocatori. La squadra parte dall'accampamento e si divide il lavoro: chi scava, chi forgia, chi tiene le mura. Dopo ogni ondata c'è una fase di miniera a generazione procedurale: tunnel che si snodano, caverne nascoste, metalli preziosi e materiali rari da portare a casa prima che suoni il corno successivo. Chi resta troppo a lungo tra le gallerie lascia i compagni a difendere il regno in inferiorità numerica, e di sicuro se ne lamentano. Tornati all'accampamento, le risorse raccolte servono a creare frecce, riparare le difese e sbloccare potenziamenti scelti a caso: forza bruta, poteri strani, mura più resistenti o il piano geniale dell'ultimo arrivato. Poi tocca tornare sulle mura, coprire i cancelli e coordinarsi con il resto dell'equipaggio finché la orda non si ritira.
Cosa sapere prima di iniziare
Il ritmo di ogni missione alterna difesa e preparazione: prima si respinge l'ondata, poi si corre a scavare e a forgiate mentre il tempo scorre, infine si torna a difendere. Le mura esterne sono il primo ostacolo per i mostri, ma se vengono sfondate bisogna arretrare, riorganizzarsi e tenere il cuore della fortezza. I potenziamenti sono casuali, quindi ogni run prende una piega diversa e non sempre come previsto. È un gioco PvE: i nemici sono mostri, non altri giocatori. Prima di partire conviene mettersi d'accordo su chi si occupa della miniera e chi resta a guardia, perché la divisione del lavoro fa la differenza tra una difesa solida e una corsa disperata verso il cancello.