Un platformer in prima persona dove la sfera è tutto

THE CANON OF BALLS è un platformer hardcore in prima persona, giocabile in solitario oppure con gli amici in cooperazione online. Il principio è semplice da imparare ma difficile da padroneggiare: si controlla una sfera, si rulla, si dosa la velocità e si cerca il percorso giusto. Il gioco mescola l'estetica PS2 di Shadow of the Colossus con la meccanica di Super Monkey Ball, per un risultato che unisce fantasia oscura, atmosfere gotiche e una fisica in primo piano. Ogni corso di piattaforme introdotta un'idea propria, un twist che cambia il modo di affrontarlo, così l'esperienza non si ripete mai uguale a se stessa.

Un mondo aperto fatto a mano, senza guida

Il mondo è vasto e aperto, ed è stato costruito interamente a mano senza usare kit modulari o pezzi copiati e incollati: ogni zona ha il suo carattere. Non ci sono minimap, segnalatori di missioni o tutorial. Nessun aiuto esplicito, niente indicazioni che ti dicono dove andare: tocca a te e al tuo gruppo orientarvi, esplorare e capire come superare gli ostacoli. È una scelta precisa, pensata per chi cerca una sfida che non tenga per mano. Il mondo contiene anche elementi da raccogliere, come i cristalli, che possono diventare il bersaglio implicito delle vostre corse.

Si gioca insieme, o da soli

La cooperazione online permette di esplorare e padroneggiare il mondo con gli amici, mentre la modalità offline consente di completare il gioco in solitario senza bisogno di nessuno. Non ci sono meccaniche che richiedano obbligatoriamente più giocatori: tutto si può fare da soli. La vera differenza la fa il gruppo. Può diventare una gara, a vedere chi arriva per primo a un cristallo, oppure un percorso più cooperativo, aspettandosi a vicenda e procedendo insieme. Non ci sono regole imposte: è il gruppo a decidere il tono dell'esperienza, un po' come nei vecchi mappe di parkour da giocare chiacchierando mentre si faticava insieme.

Cosa sapere prima di iniziare

La difficoltà è reale e la curva di apprendimento ripida: si entra nel gioco con poche spiegazioni e si impara facendo, accettando di cadere e di riprovare. L'autore ha lavorato a lungo sul sound design per dare peso alle sfere e rendere il movimento reattivo e soddisfacente, quindi conviene giocare con l'audio ben alto per cogliere i feedback. Aspettatevi un'esperienza di precisione, in cui i tentativi falliti fanno parte del processo, e affrontatela con pazienza.

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